L’idea, l’oggetto, la fotografia

Da Berlino a Los Angeles: l'arte di Thomas Demand nelle tappe cruciali della sua carriera

    di Maria Regina De Luca

Nato a Monaco di Baviera, dove svolge parte dei suoi studi per poi passare a Dusseldorf, a Parigi e a Londra, le sue opere esposte nei principali musei d’Europa e d’oltreoceano, Thomas Demand è un artista che non cerca all’esterno quanto possa sollecitare la sua curiosità, ma costruisce in laboratorio i suoi modelli a tre dimensioni e su scala 1/1, ossia a grandezza naturale, per poi ritrarli quali riproduzioni di una realtà del tutto personale. Se il risultato sia reale o teatrale sta a chi osserva decidere, ma senza sottovalutare quanto di cultura e quindi di accumulo di conoscenza, quanto di attualità e quanto di politica vibri nel suo modo di occupare lo spazio giocando a rimpiattino col senso di straniamento che pure aleggia sulla composizione.

Emigrato da Berlino, dove è vissuto e ha lavorato a lungo, a Los Angeles, perché la bella città tedesca "si è spersonalizzata" mentre Los Angeles "che sembra finta è più antica di Berlino, produttiva e piena di storie", forse contagiato dall’ambiente, si è dato a fare cortometraggi della durata di un minuto "che costano quanto un palazzo, tutto fatto a mano da animatori della scuola disneyana". Tra le pietre miliari della sua vita, una mostra voluta dalla Fondazione Prada a Venezia nel 2013, riproduzione fedele della Mostra che Harold Szeeman allestì a Berna nel 1969 con gli stessi oggetti e dallo stesso titolo: Live in your head when attitudes become form. Bern 1969; per l’occasione, vi è aggiunto: Venice 2013. La differenza tra le due mostre è nella location perché nella mostra veneziana lo spazio museale è inserito nel settecentesco palazzo di Ca’Corner della Regina, dalle pareti e dai soffitti affrescati e induce a riflessioni e a deduzioni pacate, mentre la prima scoppia nella tranquilla atmosfera di Berna come una provocazione col suo linguaggio innovatore, i suoi artisti strepitosi, da Beuys a Sol Le Witt, nell’atmosfera dove il movimento sessantottesco non ha smesso di agitare pensieri e coscienze  e i loro diretti mezzi espressivi, tra i quali l’arte ha il suo posto emergente.

Nella mostra a Venezia del 2013, riproposta e curata da Thomas Demand e Rem Koolbaas, chi trattiene la memoria del tempo avverte il legame con quella di Berna dalla quale essa è stata generata.  La sensazione di spaesamento comunque scatta anche se, riflettendo freddamente sulle opere esposte, si potrebbe decidere che  gli oggetti, una porta, uno sgabello, un lume sul pavimento e altro del genere sono forse banali. Ma Demand precisa che l’arte appartiene a un sapere diverso e che la ricerca del suo significato crea il legame tra tutti gli uomini. Le due date: Bern 1969/Venice 2013 sono state addirittura considerate da parte della critica epigrafi di una nascita e di una morte e in effetti la nuova mostra non ha la forza provocatrice di una novità, né di invito a riflettere per inoltrarsi in nuove aperture di pensiero. ma assume il significato di una retrospettiva museale. L’effetto deflagrante che ebbe a Berna come messaggio rivoluzionario per nuovi paradigmi espositivi, per nuovi linguaggi dell’arte vanno cercati nelle citazioni, ma i decenni che sono passati ne hanno offuscato la percezione.

Per Demand, la mostra deve contenere ciò che basta a stimolare l’immaginazione e non seguire un "rituale di completezza" ed è su tali basi che le sue mostre, frutto di esperienza, di memoria e di consapevolezza, propongono, prima della fotografia, l’idea che ne è alla base e che può nascere da un avvenimento, da un fatto di cronaca, da un oggetto: il processo giunge al  paradosso quando l’idea viene stimolata da fotografie altrui, ma alla base di tutto c’è il pensiero da cui nascono i modelli che per Demand sono "il cuore" del suo lavoro. Cuore e pensiero, passione e idea: forse a Demand il titolo originario della mostra 1969 sarebbe stato più congeniale: Live in Your head when attitude becom form. Bern 1969/Venice 2013, ma la data dev’essere una e il luogo quello d’elezione della sua maturità artistica: Los Angeles.





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