All you need is flowers

Inaugura domani alla Galleria PRAC la mostra floreale di Massimo Barlettani

    di Redazione

In anticipo sulla primavera, si inaugura domani a Napoli una mostra tutta floreale. Ciclamini, iris, tulipani, papaveri, le calle con la loro corolla scultoreale rose con il loro simbolismo, le complicate architetture dell’orchidea, fino alla leggerezza dei fiori di campo, sbocciano negli spazi della Galleria P.R.A.C. Piero Renna Arte Contemporanea con “All you need is flowers”, personale di Massimo Barlettani, a cura di Filippo Lotti. 

Fino al 20 marzo, la mostra dell’artista toscano, classe '56, presenta la ricerca su uno degli elementi naturali più amati dagli artisti di tutti i tempi. Raffigurati con il loro potere evocativo, i petali dominano le ventiquattro opere (acrilici su tela) di vari formati (da 20x25 cm a 160x180 cm), con la loro immensa capacità di comunicare bellezza attraverso i cromatismi, l’esplosione dei pistilli, le molteplici sfumature delle corolle, le tonalità degli steli e delle foglie. Una festa di fiori dove le opere sembrano animarsi, muoversi e danzare in una sinfonia di colori restituendo un grande senso di armonia.

Massimo Barlettani da sempre, sia come artista sia come professionista della comunicazione, ha fatto della creatività e dell’estetica il proprio credo. La sua ricerca artistica si è sviluppata con un percorso che dalla pittura astratta si è evoluto in una ridefinizione figurativa di elementi iconici in particolare figure femminili ed elementi naturali.

Una pittura fatta di velature e luce, masse e vuoti, forme e dettagli che riconduce alla grande pittura impressionista, passando attraverso l’arte giapponese fino ai geni della fotografia contemporanea. Alcuni soggetti dei lavori di Barlettani in di “All you need is flowers” rievocano presenze fluttuanti di luce e di vibrazioni cromatiche, dipinti evanescenti che arrivano a rarefarsi.

«L’evidenza è che i fiori sono l’oggetto più spettacolare del creato  –  afferma la critica d’arte Alessandra Redaelli – . E come tali hanno il potere immenso di comunicare qualcosa che va molto oltre la bellezza e che passando attraverso il sublime tocca in noi corde profondissime. Perché della loro bellezza, come per l’arte, è parte inscindibile la loro unicità. E perché al loro potere evocativo è consustanziale la fragilità.

Non si può possedere un fiore senza tradirne la natura libera. Possedere un fiore significa reciderlo. E ucciderlo. Eros e Thanatos pulsano in profondità dentro questo oggetto così delicato, seducente, profumato, leggero, fuggevole, ricordandoci ogni volta come gli equilibri della nostra vita e delle nostre relazioni siano precari.

Sesso, amore, bellezza, vita e morte, dunque. Ecco ciò che sta racchiuso dentro questo preciso incrocio di petali, dietro l’intricato scorrere delle venature, dietro quello che evidentemente restain assoluto – uno dei soggetti più amati dagli artisti».

 

              





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