LIBRI Un giro di bardo

Raccolta ingovernabile di pagine ed immagini interrotte d??amori, vite e sogni

    di Ignazio Soriano

Nelle vesti di diarista notturno Max De Francesco, giornalista, scrittore ed editore napoletano, inaugura la collana Sollecitazioni con una raccolta ingovernabile di pagine ed immagini interrotte d’amori, vite e sogni: Un giro di bardo (Iuppiter Edizioni, 2013) concentra brevi prose tese a sollecitare la fantasia, (in)vestendo di metafora ogni frammento.

Nati come “riempitivi” di colore, spesso scritti su commissione su alcuni giornali, i centosedici “giri di bardo” della prima parte del testo scorrono via parafrasando sogni e verità troppo spesso dimenticate, offrendo una lettura acuta ma leggera delle prigioni di vanità e noia che ci siamo costruiti. A metà tra l’apologo e il calembour, esaltando le squinternate, spolmonate notti piene di parole ed idee gettate al vento, l’autore cerca ironicamente d’interpretarne in silenzio desideri e misteri, pur di non destinarsi a vivere giorni di rimorsi al sole.

La seconda parte del testo, Foglietti, invece mette insieme racconti e pagine ritrovate, elzeviri e versi in pieno stile flaianesco, dimostrando coerenza di spirito con la particolare iniziativa editoriale che tende proprio a “ritrovare” e salvaguardare quelle pagine dimenticate “in giornate prive di sogni e segni”, nelle quali smarriamo idee e passioni come le chiavi di casa e le piccole cose ci restano indifferenti ai sensi come vana musica.

Non a caso a più riprese il bardo De Francesco, di fiere radici irpine e cilentane, lascia trasparire l’intento programmatico di chi lotta per quelle idee che non lasciano dormire la notte, di chi attentamente coglie l’allegoria nei ritagli della vita, di chi difende la poesia senza mai chiedersi a cosa serva, di chi riesce ancora a sporcarsi le mani d’inchiostro, e a volte ne beve anche un sorso.

Perché Un giro di bardo si presenta come un distillato di versi, da assaporare anche un sorso alla volta, poiché purtroppo, citando un “giro”, non c’è mai tempo per conoscere le tue labbra e vestirti di pensieri sconci. Non c’è mai tempo per correre su una spiaggia e chiamare a raccolta le principesse delle onde. Non c’è mai tempo per suggerire alla luna di truccarsi da puttana e al sole di smontare i raggi e mischiarsi alla comitiva che sta allegra tra tequila e favole. Non c’è mai tempo per radunare volti e cuori di una vita e brindare finché l’alba non sbottona la sua camicia bianca.

Fatevi un giro.





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