PAN, in mostra Banksy e la post street art

L'esposizione delle 70 opere è visitabile fino al 16 febbraio

    di Flora Fiume

Da qualche tempo si fa un gran parlare di street art e murales, quale occasione migliore, dunque, di un percorso al Museo Pan per approfondire il tema! C’è tempo fino al 16 febbraio per vedere in mostra circa 70 opere che provengono da collezioni private e da gallerie italiane e straniere per seguire il racconto tumultuoso di questo movimento artistico underground. La mostra si intitola “Banksy e la (post) street art”, è chiaro quindi che il protagonista indiscusso è l’artista inglese Banksy, forse tra i più conosciuti esponenti di questa espressione artistica, venuto più volte agli onori della cronaca nazionale e internazionale per via delle sue trovate tanto provocatorie quanto geniali.

La mostra, curata da Andrea Ingenito, non poteva che partire da lui anche in considerazione del legame intessuto con la nostra città da anni. Ne sono passati dieci, per l’esattezza, quando i suoi murales sono apparsi per la prima volta a Napoli, che a lungo è stata l’unica città italiana scelta dall’artista. In particolare sono rimaste impresse nella memoria artistica partenopea due sue opere: il murales del 2010, “L’Estasi di Santa Teresa”, troppo presto vandalizzato, e lo stencil “La Madonna con la pistola”, apparso in Piazza dei Girolamini. È verosimile pensare che l’artista abbia scelto Napoli per sbarcare nel Bel Paese per una certa affinità tra la sua poetica e la cultura partenopea, per via di un evidente punto di contatto: il tono ironico e  un modo di fare spesso irriverente con cui si punta il dito contro le ingiustizie della società. Dopo Banksy viene comunque dato spazio anche ad altri artisti. Tra cui Mr. Brainwash, pseudonimo di Thierry Guetta, artista e writer francese, la cui opera è influenzata da stili e idee di vari personaggi, come lo stesso Banksy e Shepard Fairey, illustratore americano.  Con quest’ultimo, conosciuto anche con il nome d’arte Obey, prosegue la mostra. Il più politicamente impegnato tra gli artisti di street art, è diventato famoso grazie al manifesto Hope che riproduce il volto di Barack Obama stilizzato in quadricomia, diventato icona della campagna elettorale presidenziale statunitense, portando indubbia fortuna. A completare l’esposizione non può mancare l’irriverente artista italiano, Mr. Savethewall, battezzato Pier Paolo Perretta, ex manager, divenuto street artist per passione e anticonformismo.





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