La new generation non va in villeggiatura

Dai due mesi al mare ai viaggetti veloci. Le città d'estate non si svuotano più

    di Amedeo Forastiere

C’era una volta la Villeggiatura. Simpatica, allegra e robusta. Appena qualche giorno dopo la chiusura delle scuole, le famiglie (mogli e figli) si trasferivano in luoghi lontani, di solito al mare. In tanti partivano per la Villeggiatura, ritornando due giorni prima della riapertura dell’anno scolastico, abbronzatissimi, felici e distesi. Erano gli anni del boom economico. Ai mariti, invece, toccava restare in città per lavorare, raggiungendo le famiglie solo per il periodo di riposo consentito.

Era una scusa che stare da soli a casa metteva tristezza, perché la verità era un'altra: non si disperavano di certo, la sera organizzavano sempre qualcosa con gli amici o andavano in giro con la speranza di acchiappare qualche giovane donzella rimasta sola in una città svuotata, con quel profumo di aria pura che solo quando è vuota riesce a dare.

Nei palazzi restavano i portieri, anche le loro mogli andavano via, magari dai parenti al paesello: c’era da fare i pomodori nelle bottiglie. Con il San Pietro guardaportone, s’instaurava una certa complicità. Le banconote da dieci a mo’ di cadeau volavano quando l’inquilino restava solo, perché quando la famiglia era in villeggiatura, trasformava la propria casa in garçonnière. Si saldava un patto di omertà con il guardaportone: nessuno mai avrebbe saputo cosa combinavano durante le notti d’estate i mariti da soli.

Poi, con il progresso, arrivò un altro gigante di nome Ferie, più breve ma conciso. Sconfisse la vecchia Villeggiatura, salendo al trono. Non governò per molto, forse perché odiato dai mariti. Con lui, la famiglia partiva al completo, nessuno più restava a casa da solo. Durante le ferie si stava ventiquattro ore su ventiquattro insieme, dalla spiaggia alla promenade serale. Le Ferie sono state sconfitte da un altro eroe, come accade sempre. Ancor più breve, moderno.

La new generation non va in villeggiatura, non va in ferie, va in vacanza. È veloce, non perde tempo. Quella che una volta era la villeggiatura durava due mesi, le ferie erano di trenta giorni. Oggi con la Vacanza si sta lontani pochi giorni, al massimo quindici. Le città non si svuotano più, il turista non viene per stendersi al sole del nostro meraviglioso golfo, ma va in giro a visitare musei e vecchie chiese. L’estate delle città deserte, per chi le ha vissute, rimane un lontano ricordo, tanto che quando raccontiamo dei due mesi al mare ai ragazzini di oggi, questi ci guardano come se gli stessimo raccontando una fiaba da fantascienza. 

Il progresso tutto cambia, ma spesso non migliora il passato. Sono sicuro anche l’eroe Vacanze un giorno verrà detronizzato. I giganti non durano per sempre, gli eroi muoiono in battaglia. Mi domando: dopo la Villeggiatura, le Ferie, le Vacanze, che nome avrà il prossimo gigante? Sarà un eroe ancor più breve, si chiamerà magari Weekend?

Be’, Aiello Raffaele avrebbe tetto…io, speriamo che me la cavo.

Alla prossima, ragazzi.





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