La versione di Rafa

Differenze tra la serie A e gli altri campionati europei

    di Roberto Bratti

Ti sei presentato davanti ai microfoni col sorriso paciocco e la voglia  di toglierti un bel po’ di sassolini dalle scarpe. Ma tu, Rafa, lo sai come va. Il calcio è così: una settimana sei un incapace e quella dopo un fenomeno. Dopo Bergamo ti hanno massacrato in tanti: opinionisti tv, allenatori falliti, pseudo giornalisti. Ti hanno accusato di non capire il calcio italiano, di essere presuntuoso, di non adeguarti all’avversario.

Sono gli stessi che adesso tessono le tue lodi. Lo fanno dopo il calcio d’attacco e propositivo offerto contro Roma e Milan.

Propositivo. E’ questa la parola chiave. Un calcio in cui cerchi di fare un gol in più dell’avversario. Un calcio d’attacco, in cui te la giochi a viso aperto. Un calcio che appassiona,  che diverte, che emoziona.

Hai allenato in mezza Europa, Rafa. Hai toccato con mano la Premier e la Liga. Sai perfettamente che, attualmente, sono campionati con maggior appeal rispetto alla nostra serie A. E allora glielo dici, a quelli che la settimana scorsa ti massacravano: “In Inghilterra e in Spagna gli stadi sono sempre pieni. In Italia no, forse perché si gioca un calcio diverso. Non so perché, ma io cerco di impostare un calcio propositivo che sia piacevole per famiglie e tifosi”. 

Non sanno cosa risponderti, i professoroni dei salotti tv. Quelli che vorrebbero essere al posto tuo e non ce l’hanno fatta. Quelli che per invidia e frustrazione criticano senza averne gli strumenti.

Dovrebbero darti ragione ma non lo fanno. Dovrebbero ammettere che una qualsiasi partita di Liga, Premier o Bundesliga è più divertente di un match di serie A. Dovrebbero andare contro i loro interessi, affermando che nel nostro campionato si pensa prima a non prenderle e poi a proporre gioco.

Un calcio propositivo. E’ quello che stai facendo tu, Rafa. Tu che hai vinto a Valencia, a Liverpool. Tu che nella contestazione generale hai portato a casa una Europa League col Chelsea. Tu che hai scelto il Napoli e che vuoi, attraverso il lavoro e l’organizzazione, portarlo tra i top club d’Europa.

E’ vero, manca ancora equilibrio. Mancano ancora gli interpreti ideali. A volte manca concentrazione, cazzimma, personalità.

Ma la strada è quella giusta, Rafa. Diamo tempo al tempo. Portiamo pazienza, ingoiamo qualche rospo. Ripetiamoci come un mantra che siamo solo all’inizio di un progetto vincente. Facciamolo per il bene del Napoli.

Sin prisa pero sin pausa.





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